
Rétromobile 2026
I NOSTRI PREFERITI

All'anteprima di Rétromobile l'atmosfera è sempre speciale: meno folla, più tempo per osservare i dettagli, scambiare opinioni e lasciarsi catturare dal profumo di un abitacolo patinato, dalla profondità di una verniciatura o dalla perfezione di una carrozzeria. Anche quest'anno abbiamo avuto il piacere di percorrere i corridoi e (ri)scoprire una selezione di veicoli tanto coerente quanto stimolante, un vero e proprio concentrato di cultura automobilistica, dalle competizioni pure alle grandi GT da strada. Tra gli stand più significativi, impossibile non citare Joe Macari o Fiskens, le cui mise en scène ricordano quanto la presentazione sia parte integrante dell'esperienza. E poiché alcune silhouette rimangono impresse nella nostra mente anche dopo aver lasciato il salone, ecco i nostri nove preferiti, quelli che abbiamo semplicemente voluto condividere con voi su Timeless Classics.
La regina di Le Mans: FERRARI 250 LM #5893
Presentata allo stand Richard Mille, la Ferrari 250 LM che abbiamo ammirato non è una 250 LM qualsiasi. Si tratta del telaio n°5893, costruito nel 1965, e soprattutto l'unica Ferrari 250 LM ad aver vinto la 24 Ore di Le Mans nella classifica generale.
Iscritta quell'anno dal North American Racing Team (NART) con il numero 21, questa vettura è entrata nella leggenda imponendosi sui prototipi ufficialmente iscritti dalle case automobilistiche. Al volante, due piloti di prim'ordine: Jochen Rindt e Masten Gregory, autori di una prestazione tanto audace quanto storica.
Visivamente, questa 250 LM riassume tutto ciò che rende magiche le Ferrari da competizione della metà degli anni '60:
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una silhouette compatta e raccolta
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un V12 centrale posteriore nascosto sotto una carrozzeria tesa
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quell'impressione permanente di equilibrio e determinazione, anche da ferma
Vedere il telaio 5893 in uno stato di conservazione così perfetto, valorizzato in una cornice contemporanea, ricorda quanto alcune auto superino il loro status di macchine da corsa per diventare vere e proprie icone culturali e storiche. Da sola, questa 250 LM incarna un'epoca in cui l'audacia privata poteva ancora battere gli eserciti ufficiali, un messaggio che risuona perfettamente con lo spirito di Rétromobile e Timeless Classics.


Lamborghini Miura #4809
Ci sono auto che cambiano la storia appena arrivano, e la Miura è una di queste. Con la sua tonalità gialla ultra espressiva, attira naturalmente lo sguardo, ma sono soprattutto le sue proporzioni a ipnotizzare: bassa, larga, sensuale, quasi irreale.
Il dettaglio che ci è piaciuto: il modo in cui la parte posteriore sembra “scolpita” attorno alla meccanica, con quella firma immediatamente riconoscibile. Una menzione speciale va al contesto espositivo, dove si percepisce che ogni auto è stata scelta come un pezzo da collezione. In vendita presso Broad Arrow.

Ferrari 365 GTB/4 VIOLA DINO METALLIZATO

Allo stand di Niki Hasler, il nostro sguardo è stato immediatamente catturato da una Ferrari 365 GTB/4 “Daytona” dalla presenza straordinaria, vestita con la sua tonalità Viola Dino Metallizzato (rif. 106-A-71). Lungi dall'essere un semplice “viola”, questo colore d'epoca esalta le linee slanciate della Daytona e le conferisce un'eleganza quasi gioielliera sotto le luci del salone. E il dettaglio che cambia tutto. Questa configurazione è estremamente rara: esistono solo 7 esemplari di 365 GTB/4 consegnati nuovi in questa precisa tonalità, e l'auto esposta farebbe parte di questa cerchia molto ristretta. Abbinata a interni beige (Pelle Beige, VM 3234), illustra perfettamente ciò che amiamo di Rétromobile: quelle combinazioni originali e documentate che raccontano un'epoca e trasformano un grande classico in un pezzo da collezione unico.
Due barchetta SI OPPONGONO
Da Fiskens: una Ferrari 500 Mondial Spider Series II
Da Fiskens, uno dei pezzi più affascinanti era questa Ferrari 500 Mondial Spider Series II con carrozzeria della Carrozzeria Scaglietti, un concentrato puro di prototipo sportivo “barchetta” degli anni '50. L'auto è nota con il telaio 0564 MD, ma, fatto rarissimo e perfettamente documentato, è stata rinumerata “0424 MD” dalla fabbrica prima della spedizione, in modo che il suo primo proprietario, il pilota francese Yves Dupont, potesse evitare i dazi doganali; questa modifica è riportata sui documenti di fabbricazione. Completata il 26 maggio 1955 e consegnata a Dupont, debutta in gara alla 12 Ore di Hyères, poi partecipa alla Liegi-Roma-Liegi, prima di tornare a Maranello; rimasta poi nell'orbita della Ferrari, fu esposta a Monza dopo essere stata riverniciata di rosso, per poi ritrovare la sua tonalità originale (un blu “French racing blue”) grazie a un paziente lavoro di sverniciatura che rivelò lo strato iniziale. Ciò che rende questo esemplare eccezionale sia alla vista che per un collezionista è il suo livello di originalità, la conservazione dei suoi elementi principali (motore/trasmissione/carrozzeria Scaglietti) e la certificazione Ferrari Classiche “Red Book”, che lo rendono una Mondial Series II desiderabile sia nei concorsi che nei grandi eventi storici.
Da Girardo & Co: Ferrari 750 Monza 1955, telaio 0510M
A pochi passi di distanza, la 750 Monza esposta da Girardo & Co. era una delle auto che meglio incarnava lo “spirito Retromobile”: una barchetta da corsa, leggera, diretta, senza artifici eppure di una bellezza incredibile quando ci si prende il tempo di osservarne le linee. Si trattava di una Ferrari 750 Monza del 1955, telaio 0510M, presentata come un pezzo di storia dell'automobilismo, in particolare per i suoi successi (spesso citati in relazione al suo 2° posto alla 12 Ore di Sebring del 1955 con Phil Hill e Carroll Shelby). Allo stand, ricordava perfettamente perché queste Ferrari “Monza” affascinano così tanto: un'auto costruita per vincere, la cui bellezza deriva direttamente dalla sua funzione e che impone rispetto, anche tra le icone più moderne.


Il mito della Mazda 787B ROTATIVA

Anche tra le icone europee, la Mazda 787B conserva un'aura speciale. Non stiamo parlando solo di un'auto da corsa: stiamo parlando di un simbolo, di una forte identità tecnica, di un suono indimenticabile per tutti coloro che l'hanno già sentito e di una pagina importante nella storia dell'endurance.
In una selezione di “preferiti”, ha tutto il diritto di esserci: perché incarna l'audacia, la differenza e quella capacità di lasciare il segno oltre le mode.
Porsche Carrera RSR 2.8 IL PERFETTO EQUILIBRIO TRA STRADA E CORSA
Allo stand di Thiesen, questa Porsche 911 Carrera 2.8 RSR assumeva un significato ancora più speciale grazie alla sua storia... e al suo legame con l'Alsazia. Si tratta del telaio 9113600791 (n. 19/55), l'unico esemplare conosciuto consegnato in questa tonalità Dalmation Blue / Seeblau, un colore unico nella produzione delle RSR 2.8 “clienti”. Il suo primo proprietario fu Dominique Thiry, con sede a Strasburgo, che la utilizzò con successo fin dal 1973: vittoria al Circuit des Vosges, poi vittoria assoluta alla 4 Ore di Digione, prima di proseguire la carriera sportiva in Francia. La storia continua con diversi proprietari francesi, uno dei quali porterà l'auto alla 24 Ore di Le Mans nel 1975. Oggi l'auto è presentata in condizioni superbamente restaurate, pronta a circolare e persino immatricolata per la strada.

McLaren F1 GTR LONGTAIL 27R
All'anteprima è impossibile non notare la McLaren F1 GTR Longtail telaio 27R, tanto più che oggi è stata messa all'asta da RM Sotheby's: un vero e proprio “capolavoro” della GT1 degli anni '90. McLaren ne ha costruite solo 28 in totale, e la 27R è una delle rarissime Longtail con una storia sportiva ricca e perfettamente documentata: guidata in particolare da Stefan Johansson, Gary Ayles e Chris Goodwin, è stata prestata al Team Lark per la 24 Ore di Le Mans del 1997 (con livrea “Rocket Pink/Obsidian Grey” per Lark), poi è tornata alla Parabolica per il campionato FIA GT, dove ha realizzato un'impresa diventata cult: l'unica Longtail privata ad aver condotto una gara (a Silverstone, in condizioni meteorologiche caotiche) . Successivamente, torna in pista nel British GT 1999 con AM Racing, prima di una seconda vita da collezionista “utilizzabile”: restauro e conversione su strada da parte di Lanzante, auto immatricolata nel Regno Unito e, soprattutto, conservando il suo motore originale BMW Type S70/3 (numeri corrispondenti), un punto particolarmente ricercato sulle GTR. Ultimo dettaglio che fa la differenza per gli appassionati: una revisione completa nel febbraio 2025 presso Lanzante (oltre 53.000 sterline) e un “wrap” reversibile che riprende la livrea Lark di Le Mans, con la verniciatura Parabolica che rimane sotto, pronta sia per un concorso che per guidare forte, su strada o durante eventi storici.



Il prototipo Ferrari NELLA SUA FORMA PIÙ PURA
Allo stand di Girardo & Co, la Ferrari 275 P telaio 0816 era chiaramente una delle auto “totem” del salone: l'unica Ferrari nota ad aver vinto due volte la 24 Ore di Le Mans nella classifica generale (1963 e 1964). Ciò che rende la sua storia ancora più affascinante è che questa doppia vittoria è stata chiarita completamente solo di recente: dopo un lavoro di ricerca d'archivio, il dipartimento Ferrari Classiche ha confermato che la 0816 aveva vinto anche nel 1963 (l'auto aveva corso con l'identità amministrativa di un altro telaio), prima di essere convertita in 275 P e trionfare nuovamente nel 1964.
E per un collezionista, non è solo una bella storia: l'auto è autenticata da Ferrari Classiche, con una certificazione di cui sono documentate le copie (prova di un dossier serio e “bloccato”). Infine, il suo status di pezzo importante è confermato anche dalla sua esposizione sul “mercato”: è già stata proposta tramite la divisione Private Sales di RM Sotheby's, senza passare per un'asta pubblica, il che la dice lunga sul suo rango nella gerarchia dei prototipi Ferrari.


