
Retro Classics Stuttgart 2026
AL CUORE DELLA CULTURA AUTOMOBILISTICA

Questo fine settimana Timeless Classics era a Stuttgart per RETRO CLASSICS, una fiera che ha il raro talento di riunire in un unico luogo automobili capaci, ciascuna, di raccontare un'epoca, un'innovazione o una vittoria. Tra stand commerciali, mostre tematiche e auto da corsa presentate come opere d'arte, l'atmosfera è allo stesso tempo seria, appassionata... e francamente stimolante.
La mostra in omaggio a Hans Herrmann: l'eredità delle corse automobilistiche
Tra i momenti salienti, la mostra dedicata a Hans Herrmann è stata un vero e proprio promemoria di ciò che Porsche sa fare meglio quando la performance diventa arte. Vedere riunite auto come la Porsche 906 e la Porsche 910 è stato come fare un tuffo nel passato, nell'epoca d'oro in cui tutto ruotava intorno alla leggerezza, all'aerodinamica e alla pura efficienza. Silhouette basse, proporzioni perfette e la sensazione che siano state progettate esclusivamente per vincere, senza mai esagerare.

Porsche 909 Bergspyder: l'ossessione per ogni chilo in meno
La Porsche Bergspyder esposta dal Museo Porsche, un monumento alla radicalità. È il tipo di auto che ti ricorda immediatamente che Porsche ha talvolta spinto la logica delle prestazioni all'estremo: fare di più con meno. La Bergspyder è un'intera filosofia riassunta in un'auto: una macchina progettata per salire, accelerare, frenare tardi... e soprattutto rimanere il più leggera possibile. Vedendola da vicino, si capisce che ogni scelta è dettata dalla funzione: niente effetti di stile, niente di superfluo, solo l'essenziale. È grezza, intelligente, quasi “chirurgica”. E per un appassionato è affascinante perché racconta la corsa in modo diverso: non attraverso la potenza, ma attraverso il rigore, la semplicità e la ricerca del minimo grammo.

BMW M1 Procar
Un altro colpo di fulmine del weekend: la BMW M1 Procar. Ha quella caratteristica rara di essere immediatamente riconoscibile, “da corsa” pur rimanendo incredibilmente elegante. La M1 è l'auto che simboleggia il perfetto connubio tra design e competizione, con una silhouette slanciata e muscolosa e un'aura che va oltre le specifiche tecniche. Da ferma, dà già l'impressione di essere in movimento. E in un salone come Retro Classics, agisce come una calamita: la si individua da lontano, ci si avvicina e ci si ferma.

Due Mercedes DA ANTHOLOGIA
Mercedes-Benz C112
La Mercedes C112 esposta dal Mercedes-Benz Museum è una parentesi emozionante, quasi un viaggio temporale al contrario. Non ti riporta al passato, ma ti mostra piuttosto come si immaginava il futuro all'inizio degli anni '90: tecnologico, aerodinamico, ambizioso e molto “Mercedes” nella realizzazione. La C112 ha quella presenza da concept car che fa sì che non la si guardi come una semplice automobile, ma come un'idea materializzata. Le linee sono nette, l'assetto è basso e tutto sembra pensato per evocare l'innovazione: un'auto che non cerca di sedurre con la nostalgia, ma con la proiezione. Vederla in mezzo alle auto classiche è fantastico, perché ricorda che una collezione automobilistica non è solo icone del passato: è anche visioni, tentativi, pietre miliari nella storia.
Mercedes CLR
Esposta dal Nationales Automuseum, poi c'era la Mercedes CLR, e qui si cambia chiaramente registro. La CLR è l'estremo dichiarato: un'auto che non fa alcuna concessione al pubblico, perché è nata per un unico scopo: andare veloce. Tutto, nelle sue proporzioni, racconta l'aerodinamica, la ricerca dell'efficienza, la velocità come obiettivo assoluto. Contemplandola, si percepisce l'atmosfera “prototipo/GT” della fine degli anni '90: un'epoca in cui i costruttori esploravano i limiti con incredibile intensità. È un'auto che impone silenzio, perché emana qualcosa di serio, di teso, quasi intimidatorio. Ed è esattamente quello che si cerca in un salone come questo: auto che non sono solo belle, ma cariche di storia e di emozioni.


Una delizia per gli appassionati di Porsche
Per quanto riguarda le Porsche “da strada” e “clubsport”, Stoccarda è stata un vero e proprio parco giochi. Difficile non soffermarsi a lungo davanti a una 911 2.7 RS in Hellgrün (6868 / 13) esposta da Boxer Motors: una tonalità che non inganna, speciale quanto l'auto stessa. In un altro registro, la 964 Turbo 3.6 imponeva la sua presenza con quel mix unico di sobrietà e carattere: un'auto che a prima vista sembra “pulita”... ma che poi ti ricorda molto rapidamente cosa ha sotto il cofano. E per gli amanti della guida “senza filtri”, la 964 Cup e la 964 Carrera RS (di cui una magnifica in Nachtblau Metallic) rappresentavano perfettamente quell'epoca benedetta in cui Porsche sapeva costruire auto allo stesso tempo utilizzabili e terribilmente serie. Insomma: per gli appassionati di Porsche è stata una vera delizia, e ci siamo sorpresi a tornare più volte agli stessi stand, solo per rivivere un dettaglio, una linea, un'atmosfera.











